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Zibaldone sammarchese

2Dalla Prefazione di Cosma Siani
“C’è più di una ragione per guardare con simpatia a lavori come questo. La principale è riassunta in un aforisma anglosassone che tutti noi insegnanti dovremmo avere bene in mente, e che in italiano suonerebbe così: “Dimmi, e dimenticherò; mostrami, e saprò; coinvolgimi, e apprenderò”. La prima tesi si riferisce all’insegnante che parla dalla cattedra: il modulo di lezione a cui tutti, giovani e meno giovani, siamo stati abituati. La seconda è quanto meno pratica: ti faccio vedere come si fa, e poi saprai fare anche tu (che tale assunto sia vero o no). La terza via è quella in cui l’insegnamento si fonde con l’apprendimento perché ha luogo attraverso il lavoro dei discenti. In questa prospettiva, l’insegnante non è più solo colui che “trasmette” conoscenze, ma anche la persona che predispone, organizza e assiste un progetto di lavoro eseguito dagli studenti.
La differenza fra i tre punti di vista risalta alla luce di un esempio. Se voglio insegnare a suonare uno strumento musicale, diciamo il piano, crederemmo mai sia sufficiente che io “dica” ai miei allievi come è fatto lo strumento, come si formano gli accordi sulla tastiera, come vanno armonizzate mano sinistra e destra, come vengono scanditi i ritmi? Oppure che mi sieda al piano, ed eseguendo io stesso, “faccia vedere” come si realizza tutto questo? No di certo. Per arrivare a suonare, gli allievi dovranno “fare” essi stessi, mettersi al lavoro sullo strumento ed esercitarsi per un tempo più o meno lungo.
Valore di esercizio in tal senso ha la ricerca promossa e monitorata da Grazia Galante con i suoi alunni di 2a G e condensata in questo opuscolo....”

Roma, maggio 2007 - Cosma Siani

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    image Ogni ricchezza viene dalla terra, ogni gioia viene dal cuore.
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