L'almanacco di Grazia Galante

 Usanze legate alla festa di San Donato

 

In occasione della festa di S. Donato (8 agosto), patrone de llu mòte (santo protettore degli epilettici) si preparavano in casa li panettèdde (pagnottine) che venivano cotte non singolarmente, ma a qquatre cioè unite insieme in numero di 7-8 per lato sì da formare un quadrato ed erano separate dopo la benedizione. Se ne dava una a testa al vicinato. Naturalmente, prima della consumazione, si recitava un Pater, Ave, Gloria.

A volte, qualche giorno prima della festa, le donne giravano per le strade del quartiere per chiedere un pugno di grano pe lli  panettèdde che, dopo la cottura, venivano distribuite prima di tutto alle contribuenti, in proporzione alla quantità di grano offerta. In tempi più lontani si cuoceva il grano (lu rane de Sante Dunate), che si insaporiva con il sale o con il miele e lo si offriva ai vicini di casa.

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San Bartolomeo apostolo

Il 24 agosto, ricorrendo la morte di San Bartolomeo, mi sono ricordata di alcune preghiere che da bambina ho appreso da mia nonna che le recitava di sera prima di addormentarsi. Sono delle invocazioni di aiuto per non morire di improvvisa e cattiva morte.
 

Salve Reggina,
ròsa sènza spina,
ggiglie d’amore,
sei la matra del nòstro Signore.
Uàrdece stanòtte,
no nce facènne murì de na mmala mòrte;
n’ànema tégne,
me la vogghie salvà,
si cce pèrde, che ssarà?
Sante Bbartulumèje,
Santa Margherita,
me facce la croce
e Ddì me bbenedice.

Salve, Regina,
rosa senza spine,
giglio d’amore,
sei la madre del nostro Signore.
Guardaci stanotte,
non farci morire di brutta morte;
un’anima ho,
me la voglio salvare,
se si perde, che sarà?
San Bartolomeo,
Santa Margherita,
mi faccio il segno di croce
e Dio mi benedica.

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Amméze la casa
quatt’àngele ce uàscene,
Marche, Mattè e Ssante Martumè.
C’è Mmarija bbèlla
vestuta munachèlla.
Agnélle de Dddì, Agnélle de nòtte,
Ddì, scàmpece da na mmala mòrte.


Nella casa
quattro angeli si baciano,
Marco, Matteo e San Bartolomeo.
C’è Maria bella
vestita da monachella.
Agnello di Dio, Agnello di notte,
Dio, liberaci da una brutta morte.

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Uno dei santi invocati nelle preghiere è San Bartolomeo apostolo, santo poco venerato a San Marco in Lamis. Pochissime, infatti, sono le persone che oggi, ma anche nel passato, portano e hanno portato questo nome che nel nostro dialetto corrisponde a Bbartumè, Bbartulumèje, Martumè o Mijucce.

Glossario

fumére, s.m. letame. concime, sterco di animali usato come fertilizzante.

mòte (o mòte de Sante Dunate), s.m. 1 (med.) epilessia. || li vè lu mòte, è soggetto a crisi epilettiche. Un tempo per bloccare la crisi ai malati di epilessia veniva messa nelle mani una chiave di ferro. | sin ’. 2 colpo, spavento, palpitazione. || l’hanne fatte menì lu mòte, gli è venuto un colpo, si è spaventato molto. | sin. pajura

panettèdda, s.f. 1 pane devozionale. 2 pagnottella di pane.

rutticce, s.m. debbio, particolare tecnica agricola usata non solo per ingrassare il terreno bruciando erba, ma anche per uccidere eventuali larve di parassiti.

tèmpa, s.f. zolla grossa.

Tutti i vocaboli del glossario sono tratti da “Il dizionario del dialetto di San Marco in Lamis” di Grazia e Michele Galante che è in vendita al prezzo di € 40.00. Gli interessati possono rivolgersi direttamente agli Autori.

I brani e i testi trattati sono contenuti nelle pubblicazioni di Grazia Galante sotto elencate. 

- I proverbi popolari di San Marco in Lamis, Bari, Malagrinò, 1993

- La cucina tradizionale di San Marco in Lamis, Bari, Malagrinò, 1999

- La religiosità popolare di San Marco in Lamis, Bari, Malagrinò, 2001

- Il dizionario del dialetto di San Marco in Lamis, Bari, Levante Editori,   2006

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